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Le malattie cardiovascolari rappresentano ancora oggi una delle maggiori sfide per la salute pubblica e ogni anno causano, su scala globale, oltre 17 milioni di morti (più di tutte le forme di tumore nel loro insieme). Di queste, si stima che circa 7,5 milioni siano provocate da infarti del miocardio e circa 7 milioni siano dovute a ictus1.
Anche in Italia le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte, con più di 200.000 decessi ogni anno2 e il loro impatto sulla salute pubblica risulta evidente, anche considerando i costi che comportano per il Servizio Sanitario Nazionale, che ammontano a oltre 41 miliardi di euro, ovvero il 15% della spesa sanitaria, pari a 726 euro pro-capite3.
Dopo un infarto o un altro evento cardiovascolare aumenta sensibilmente la possibilità che se ne verifichi un secondo, specialmente entro il primo anno; occorre quindi tenere sotto controllo i principali fattori di rischio. Alcuni di questi, come alimentazione sbagliata, fumo o sedentarietà, si possono controllare modificando gli stili di vita e con una efficace dieta. Particolare attenzione deve essere posta alle dislipidemie, come l’eccesso di colesterolo LDL nel sangue, cioè l’ipercolesterolemia, o alti livelli di lipoproteina(a), un fattore di rischio cardiovascolare genetico e indipendente: alti livelli di questa lipoproteina, infatti, aumentano il rischio di infarti e ictus anche in persone con valori di colesterolo LDL nella norma.4